giovedì, febbraio 08, 2007

Internet sotto attacco


Due giorni fa è stato sferrato un attacco al cuore di Internet: i 13 server DNS radice (root nameserver) che stanno alla base dell'intera architettura della Rete. Si tratta del secondo tentativo di un certo rilievo intentato ai danni dei 13 server DNS. Il primo avvenne a ottobre del 2002, durante il quale 4 o 5 dei 13 server DNS rimasero in piedi. L'attacco di due giorni fa, ha interessato maggiormente 3 server: il server 'G' (gestito dal dipartimento della difesa americana, D.O.D.), il server 'L' dell' ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ed il server 'M' del Wide Project. Chi ha attuato l'attacco, ha utilizzato le ormai tristemente note botnet. Le botnet stanno diventando un serio problema per la Rete (spam e attacchi di tipo DDOS). Una soluzione al problema è stata ipotizzata da tempo da Verisign (una azienda che gestisce due dei 13 server DNS): replicare i 13 server DNS in almeno un centinaio di posti sparsi per il pianeta (seguendo la filosofia che ha fatto nascere Internet). Ad ogni modo la minaccia è reale e preoccupante. Per capire l'entità del problema occorre conoscere lo scopo di questi 13 server DNS. Un server DNS (Domain Name System) è una macchina che traduce gli indirizzi dei siti web che conosciamo tutti, in indirizzi numerici (indirizzi IP), cioè gli unici indirizzi che i computer riescono a comprendere. Esistono innumerevoli server DNS sparsi per il pianeta, ma tutti fanno riferimento a quei 13 server. Si capisce da ciò la loro importanza. La Rete ha resistito a questi attacchi perché i 13 server DNS sono progettati per sopportare carichi molto pesanti (alcune stime dichiarano che il 98% di tutte le query che vengono effettuate giornalmente non è affatto necessario), ma l'altro ieri quei server sono stati messi a dura prova. Internet è uno strumento meraviglioso, ma evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo (spammer e 'gestori' di botnet).

0 Comments:

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home