domenica, novembre 26, 2006

Wimax in Italia: rivoluzione o ennesima farsa?


L' AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha avviato in questi giorni una consultazione pubblica relativa all'introduzione del Wimax in Italia. Per chi non lo sapesse, il Wimax è una recente tecnologia che promette una notevole ampiezza di banda in modalità wireless - cioè senza cavo - a costi decisamente bassi se rapportati a quelli tipici delle reti ADSL classiche su doppino di rame o su fibra ottica. Tanto per inquadrare l'importanza di ciò di cui stiamo parlando, faccio osservare come la tecnologia Wimax prometta una ampiezza di banda teorica fino a ben 70 Mbps! Ma non basta: una sola stazione Wimax può coprire un raggio di circa 50 km! Insomma, niente più Digital Divide, banda larga per tutti e a costi bassi. Il problema è solo politico. Infatti questa consultazione servirà a determinare la sorte del Wimax in Italia. Il rischio che si corre è che le licenze per il Wimax vengano concesse ai soliti operatori ben noti. E' proprio ciò che l'AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) teme, stando a quanto si legge nell'articolo pubblicato qui. Il Wimax potrebbe essere utilizzato per migliorare lo stato della concorrenza in materia di fornitura di accesso ad Internet in Italia. Si verrebbe a creare una vera alternativa all'accesso ad Internet via rame, dove Telecom fa la parte del leone. In Italia siamo già in ritardo pauroso, in quanto in molti altri paesi Wimax è una realtà. In Germania, Francia e Regno Unito - solo per citare alcuni paesi - sono già arrivate offerte commerciali che fanno concorrenza all'ADSL classico. L'AIIP teme che al Wimax possa toccare la stessa sorte del WLL (Wireless Local Loop). Il WLL esiste in Italia dal 2003, ma la vita degli utenti italiani non è certo cambiata da allora. Ai tempi del WLL l'AGCOM avviò un'indagine conoscitiva: il risultato di tale indagine è sotto gli occhi di tutti. L'AGCOM ebbe a scrivere: "i sistemi punto-multipunto si configurano come sistemi mirati a fornire servizi avanzati di telecomunicazioni alla clientela affari, in particolare alle aziende e, in qualche caso, a utenze individuali di tipo professionale (il cosiddetto mercato SOHO). Molti operatori sottolineano che i sistemi punto-multipunto a 24-26 GHz non sono adatti a un'offerta diretta alla clientela residenziale a causa dell'elevata necessità di banda richiesta...". Come a dire: WLL è troppo per i privati, al massimo va bene per le aziende. Però...a quali 'sagge' conclusioni sono giunte le 'fertili' menti che popolano gli uffici dell'AGCOM! E pensare che i loro stipendi sono pagati dai contribuenti...Grazie a queste 'interessanti' conclusioni tratte dall'AGCOM, l'ADSL in Italia passa ancora via rame, con grande soddisfazione di Telecom. Un piccolo excursus sui fatti è reperibile qui: quando il local loop è wireless. Scommettiamo che al Wimax toccherà la stessa del WLL?

1 Comments:

Blogger Maurizio said...

La conferma di quanto il mio pessimismo in merito al destino del Wimax in Italia sia fondato, la troviamo in questo
comunicato stampa di AIIP
. In questo caso il TAR ha effettuato il lavoro che avrebbe dovuto svolgere AGCOM che - vi rammento - è pagata dai contribuenti per garantire uno sviluppo equo delle comunicazioni in Italia. Siamo alle solite: in Italia occorre rivolgersi al TAR in quanto AGCOM, AGCM e Antitrust non svolgono il loro lavoro come dovrebbero.

5:14 PM  

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