venerdì, febbraio 09, 2007

Il lavoro c'è, manca la voglia!


Oggi ho letto un articolo su Punto Informatico dal titolo: IT? Il lavoro c'è, eccome. Manca la voglia. L'argomento merita un post. L'articolo di PI è in realtà è una lettera firmata, inviata da un imprenditore del settore che lamenta la difficoltà nel reperire persone 'desiderose' di lavorare nel mondo dell'IT. L'imprenditore sostiene che i giovani non intendono assumersi responsabilità, che non hanno ambizioni, che non sono disposti a spostarsi e che pretendono troppo. Inoltre considera obsoleti gli insegnamenti impartiti nelle università italiane. Bene, sono furente! Non posso che accodarmi alla stragrande maggioranza dei commenti dei lettori di PI e credo di poterlo fare con cognizione di causa, visto che nell'IT ci lavoro da quasi 20 anni.


Ma incominciamo analizzando il mondo dell'imprenditoria italiano. Gli imprenditori lamentano un costo del lavoro troppo alto, tale da impedire una equilibrata competizione con i paesi emergenti (come la Cina). Il governo, per risolvere questi problemi, ha concepito la riduzione del cuneo fiscale. Ora, a questo riguardo, sono di diverso avviso. Non è certo questa la causa principale della crisi economica italiana, ma ecco come la penso. Io ritengo che in Italia la figura dell'imprenditore sia scomparsa e che da tempo, una categoria nuova sia apparsa all'orizzonte: il faccendiere. Ormai i cosiddetti imprenditori si occupano di finanza. Gli 'imprenditori' italiani sono impegnati a creare scatole nuove e a chiudere scatole vecchie, a comprare aziende, a fare scalate. Cosa ha a che fare il signor Benetton con le autostrade? Le strade sono fatte di asfalto, non di lana. Cosa ha a che fare la Pirelli con la Telecom? Nulla: una costruisce pneumatici e l'altra si occupa di telefonia. Gli imprenditori veri non sono questi. Gli imprenditori veri sono personaggi che creano il lavoro. Gli imprenditori veri lavorano sodo per sviluppare un'idea che ritengono innovativa e che alla fine - se vale - diventa remunerativa. Gli imprenditori veri sono persone tuttofare, persone geniali che hanno intuizione. Persone che investono e che rischiano perché vedono più lontano di altri.


La Pirelli? Fu fondata da Giovanni Battista Pirelli, non da Tronchetti Provera. Giovanni Battista Pirelli era un imprenditore vero. Ora la Pirelli possiede l'Olimpia S.p.A., una società finanziaria milanese priva di dipendenti. Cosa produce Olimpia S.p.A.? Nulla. Tramite Olimpia S.p.A., Marco Tronchetti Provera, detiene il pacchetto di maggioranza di Telecom Italia. Quale vantaggio si ottiene da queste fusioni? Si crea sviluppo? Si creano posti di lavoro? Si incentiva l'economia? La famiglia Benetton ha creato un marchio famoso nel mondo, ora con Edizione Holding controlla la società Autostrade S.p.A. Non voglio entrare in merito allo sviluppo dato dai Benetton alle autostrade italiane, non voglio parlare di pedaggi, mi limito a citare un nome tristemente famoso: Salerno-Reggio Calabria. E chi vuol capire...Insomma non si crea più nulla, non si creano nuovi posti di lavoro, non si creano nuovi prodotti. Non basta. Lo stato sovvenziona le crisi di queste aziende che non producono. Ci sono personaggi che affossano le aziende, con il solo scopo del lucro personale. Risultato: cassa integrazione, mobilità, riduzioni, tagli. Già, tanto c'è lo stato sociale. Si chiamano ammortizzatori sociali. Si chiamano incentivi. Si chiamano agevolazioni fiscali. Mi sono sempre chiesto: ma cosa ci fa Telecom Italia con il canone di milioni di abbonati? Tutti hanno il telefono in Italia, provate a moltiplicare 25 euro per il numero degli abbonati italiani. Viene fuori una cifra enorme. Incassata da Telecom Italia un mese si ed un mese no. Già, ma ci sono gli investimenti e la manutenzione! La manutenzione? Vogliamo parlare dello stato degli armadi della Telecom? Ferrovie dello Stato. Debito stratosferico. L'amministratore delegato se ne va ed il suo 'lavoro' viene premiato nel 2004 con una buonuscita di 6,7 milioni di euro. Siccome è 'bravo', viene mandato in Alitalia. Ora, le Ferrovie dello Stato hanno un deficit di 2 miliardi di euro. Quasi 4.000 miliardi delle vecchie lire. Il deficit dell'Alitalia invece, è molto più modesto, appena 380 milioni di euro. Visto che ci sono ricordiamo lo stipendio di Cimoli va'. Circa 2 milioni e 700 mila euro l'anno! Scusate ma non ce l'ho fatta: il nome di questo AD dovevo farlo. Quindi...dicevamo? Ah, si! La colpa della crisi dell'economia italiana è il costo del lavoro! Certo, certo.


Ma ora che mi sono sfogato un po' (non troppo a dire il vero) e ho detto come la penso degli imprenditori italiani e della crisi delle aziende italiane (ma potrei scrivere un libro sull'argomento), andiamo sul quotidiano. Cosa chiedono le aziende quando presentano le offerte di lavoro? Richiedono persone giovani (per usufruire delle agevolazioni fiscali), da assumere a progetto (perché quando uno non fattura non gli si può certo pagare lo stipendio) che abbiano l'esperienza lavorativa di una persona anziana (perché le conoscenze tecniche richieste si acquisiscono in anni di lavoro), che siano disposte a spostarsi e per finire, che non abbiano troppe pretese con gli stipendi. Potrei aggiungere una battutina che viene spontanea, ma mi limito ad un: 'non volete nient'altro?'.


Care aziende e cari 'imprenditori', figure professionali di questo tipo si possono trovare forse in Cina, non in Italia! E' un po' come pretendere la botte piena e la moglie ubriaca. O no? Come si fa a dire che il lavoro esiste ma che manca la voglia? C'è da infuriarsi. Mi infurio io che sono 20 anni che lavoro nel settore dell'IT, mi immagino ciò che possano provare i giovani che tentano di entrare nel mondo del lavoro. Ecco quanto scrive un ragazzo a PI: "Generalmente l'offerta classica delle agenzie interinali corrisponde ad un sistemista multipiattaforma, programmatore (con non meno di 5 linguaggi conosciuti a menadito), db enginer (pure qui lista chilometrica), massimo ventiquattrenne, con 5 anni (minimo) di esperienza contabile possibilmente presso grande azienda ed il tutto con contratto "junior" (alla faccia, chissà il senior allora) da 2 settimane (tranquilli, rinnovabili...) a minimo salariale...". E' proprio così, è tutto vero. Come si suol dire, 'quoto in pieno'. Tali conoscenze sono difficili da trovare anche in persone con lunga esperienza lavorativa alle spalle, figuriamoci tra i giovani appena usciti dalla scuola. Anzi, una persona con così cospicue conoscenze tecniche maturate in così poco tempo, in realtà non ha esperienza specifica affatto. Non basta una esperienza unica ma consolidata? Queste richieste la dicono lunga: spremere fino all'inverosimile. In 4-5 anni non si può diventare sistemisti, DBA e programmatori provetti nello stesso tempo. A meno di non avere le antenne ed essere verdi ovviamente... ;-) Cari imprenditori, investite. Investite nelle persone. Date la possibilità ai giovani di acquisire esperienza. Altrimenti accade ciò che la saggezza popolare ha sempre saputo: chi troppo vuole nulla stringe. E l'economia italiana va a rotoli.

3 Comments:

Blogger cappuccino said...

lavoro da quando ho 19 anni, università a parte, a tutt'oggi non ho trovato un posto di lavoro che paghi il giorno di paga (o nel mese di paga)
qualcuno anche nel semestre di paga.
L'ultimo (che ho appena mandato a quel paese) ha detto a me e ai miei colleghi: se volete potete venire a lavorare, ma gratis perchè non abbiamo soldi (ndr...s'è fatto 15 giorni in egitto in vacanza nel frattempo...)
-perchè dovremmo lavorare gratis?
-perchè l'ambiente è carino!
...sono molto educata...troppo.
besos ladytux

3:29 AM  
Blogger Maurizio said...

Come dico sempre, il problema qui in Italia è la carenza di volontà politica. Le cose si potrebbero cambiare se la politica si occupasse del Paese (leggi cittadini italiani) piuttosto che di pochi eletti. La crisi economica in Italia deriva da vari fattori, ma di certo la competitività sta andando alla malora (occhio che i cinesi, una volta copiavano, oggi *innovano*). Tu Governo incentiva chi produce innovazione, e non 'assistere' chi si dichiara in crisi (Fiat, Telecom Italia et similia). Scusa ma tu di che ti occupi?

8:56 PM  
Blogger Antonio Candeliere said...

Condivido pienamente quanto da te affermato nel post!

9:56 AM  

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