lunedì, gennaio 08, 2007

Censura Internet: Italia come Cina?


Sono sempre stato convinto dell'ignoranza dei politici italiani nei confronti di quel potente mezzo di comunicazione che è Internet. Ho sempre imputato le loro 'bizzarre' normative riguardanti la Rete, ad una scarsa conoscenza del mezzo. Sono dei burocrati goffi ed impacciati, e vecchi 'mentalmente' per capire uno strumento così moderno come Internet, pensavo. Ma forse non ho mai capito nulla. Forse mi sono sempre sbagliato. Forse i politici italiani stanno iniziando a capire le potenzialità di Internet ed iniziano ad averne timore. Infatti, rileggendo l'articolo Cassandra Crossing/Italia come Cina (Punto Informatico), ho iniziato a vedere sotto un'altra luce il recente decreto contro la pedopornografia in Rete firmato dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle:


  • legge 7 marzo 2001: in base a tale legge chiunque voglia pubblicare informazioni su un sito web deve ottemperare a speciali disposizioni e - se le informazioni pubblicate hanno carattere periodico - deve registrare il sito presso il tribunale come qualsiasi testata giornalistica (infatti tale legge assimila un sito web siffatto, ad una testata giornalistica). Coloro che non si adeguano a tale normativa sono puniti con reclusione fino a 2 anni (cfr. Punto Informatico)
  • 15 aprile 2004: legge 106/2004 dell'ex ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. Secondo tale legge tutti i siti web italiani devono depositare una copia elettronica del sito stesso presso le biblioteche centrali di Roma e Firenze. Motivo apparente della norma: "al fine di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana"
  • 27 luglio 2005: decreto Pisanu. Il decreto impone i fornitori di accesso Internet a tenere traccia di e-mail, siti web, p2p - insomma di tutto il traffico generato dai loro utenti - per un periodo non inferiore a 6 mesi. Cioè tutto ciò che fai in rete viene registrato dal tuo provider per 6 mesi. Scopo del decreto? Per combattere il terrorismo!
  • Finanziaria 2006: provvedimento dell'AAMS (Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato) che censura 500 siti dedicati alle scommesse ed ai giochi di azzardo online
  • 2007: riconfermato il provvedimento attuato dall'AAMS e firmato decreto conto la pedopornografia in Rete dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Il decreto Gentiloni impone ai provider la censura dei siti pedopornografici. Ieri i siti di scommesse, oggi i siti pedopornografici, a quando i siti politici?


Non male come trend. Ma ricapitoliamo: registriamo tutti i siti italiani per conservare la cultura italiana; registriamo il sito al tribunale perché è come se fosse un giornale; censuriamo i siti stranieri di lotterie e casinò perché solo AAMS può gestire le lotterie; teniamo traccia almeno per 6 mesi di tutto quello che fanno i navigatori italiani per evitare il terrorismo; oscuriamo i siti cattivi per proteggere gli italiani dalla pedopornografia. Coincidenze? Politici goffi ed impacciati? Mah...

2 Comments:

Blogger Gian Luca Petrillo said...

Ti dico la mia...

La legge del 2001 che riconosce come prodotto editoriale il sito che pubblica qualunque tipo di informazioni è stata una sciocchezza. Fu fatta prima delle elezioni del 2001. Mai applicata.
La legge Urbani è sbagliata nei modi, ma noi internauti dovremmo avanzare una propsota per la promozione dei DRM e in generale la protezione del diritti d'autore.
Il decreto Pisanu è sacrosanto. Non aggiunge e non toglie nulla di rilevante a quello che già c'era. Solo che qualcuno si era inventato che i log dovevano essere buttati e che le FFOO non li potevano usare. Sarebbero usciti una marea di truffatori. Inoltre per le indagini sul terrorismo serve per davvero... Alla fine ha solo ristabilito il principio per cui la sicurezza nazionale è prevalente rispetto alla privacy.
Il decreto sulla pedofilia è semplicemente inefficace. Se un pedofilo sa configurare un proxy, o un dns di un altro operatore, o conosce gli anonimyzer... finisce che lo perdono anche gli investigatori!! E comunque non salva nessun bambino dalla violenza.

10:06 AM  
Blogger Maurizio said...

Guarda, io vado oltre: tutte le leggi che ho menzionato sono - per un motivo o per l'altro - delle sciocchezze. Non sono affatto d'accordo sul DRM. Sono contrario a tutte le forme di controllo *chiuse*. Quanto al decreto Pisanu: ma davvero crediamo che un terrorista metta su un sito web e scambi informazioni via e-mail? Andiamo! Se fossi un terrorista userei programmi di crittografia forte (tipo PGP), userei TOR e sistemi simili per non essere tracciato. Userei computer di ignari utenti (vedi le botnet). O no? Se sto organizzando un attentato dinamitardo, come minimo mi premunisco, perché se non sono totalmente idiota, immagino che enti preposti allo scopo possano intercettarmi. No, questi sistemi servono solo a controllare i comuni mortali, in barba a tutte le pseudo-leggi sulla privacy (chi non si fida di PGP, TOR et similia poi...usa i pizzini!).

8:30 PM  

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