mercoledì, dicembre 27, 2006

Eolo auto: bufala o realtà?



Si torna a parlare di Eolo auto. Periodicamente la notizia fa il tam tam in rete. Rileggendo un articolo su Eolo auto uscito in questi giorni, mi sono soffermato a pensare. Per chi non conoscesse il progetto Eolo auto, faccio qualche passo indietro. Qualche anno fa venne annunciata al mondo la prima automobile ad aria compressa. E' possibile vederla in azione in questi video: video 1 o in alternativa video 2.
Si trattava di un veicolo che per muoversi utilizzava aria compressa al posto della normale benzina. Il suo inventore, Guy Nègre, è un ingegnere progettista di motori per Formula 1 che ha lavorato per diversi anni per la Williams. La sua invenzione venne presentata nel 2001 al motorshow di Bologna. Nel 2003 sarebbe dovuta entrare in produzione la Eolo auto (questo è il suo nome), la prima auto al mondo che usa aria compressa come propellente il cui tubo di scarico emette aria pura a circa -20 gradi al posto dei normali gas inquinanti. Un'auto piu' ecologica delle auto a benzina, metano od elettriche. Inutile dire che tale auto non venne mai prodotta e che gli operai degli stabilimenti vennero messi in cassa integrazione. Fu subito un giallo. Si schierarono al solito da una parte i sostenitori della bufala e dall'altra i sostenitori del complotto. I primi sostengono che tale auto non può funzionare in quanto il suo rendimento è inferiore di molto a quello delle auto elettriche (che esistono da anni) ed inoltre presenta dei problemi che devono essere ancora risolti. I secondi sostengono invece la tesi del complotto. Secondo tale tesi, le Sette Sorelle (le maggiori aziende petrolifere mondiali) boicottarono tale progetto che avrebbe altrimenti reso di colpo inutile il petrolio. Personalmente ritengo che, come spesso accade, la verità si trovi nel mezzo. Se è vero infatti che per comprimere l'aria nelle bombole occorre più energia di quanta ne venga poi scaricata a terra dall'automobile, è anche vero che le case petrolifere non sono molto felici nel dover rinunciare di colpo ai loro fatturati stellari dovuti alle vendite del petrolio. Attenzione però: il petrolio non viene utilizzato esclusivamente per produrre benzina. Forse non tutti lo sanno, ma la maggior parte del petrolio viene usata per produrre una miriade di composti chimici (la cosiddetta petrolchimica). Con la lavorazione del petrolio infatti, si ottengono etere, benzina, nafta, cherosene, gasolio, GPL, olio combustibile, olio lubrificante, catrame, asfalto, grassi solidi (come la vaselina), materiali plastici come il nylon, i poliesteri (PET, PBT), detergenti (sic!), polimeri come il kevlar, gomme sintetiche, prodotti farmaceutici...insomma l'elenco è davvero sterminato. Quindi il petrolio non viene usato esclusivamente come combustibile fossile. Anzi, il combustibile fossile più usato al mondo è ancora il carbone (che è il più inquinante tra i combustibili fossili). Da ciò si evince quanto l'ipotesi di un interesse nell'affossamento del progetto Eolo da parte delle Sette Sorelle sia da ridimensionare. L'intero comparto della chimica e della farmaceutica dipende dal petrolio. Da 1 litro di petrolio, solo il 10% diventa benzina! Ad ogni modo, come ho già detto, ritengo che la verità solitamente debba trovarsi nel mezzo. Infatti è indubbio che non ci sia un effettivo interesse nella ricerca di fonti energetiche alternative nel mondo. Un esempio può essere illuminante. Il Brasile utilizza dal 1973 (più di 30 anni) alcol prodotto dalla canna da zucchero come carburante per le automobili. In Brasile infatti le pompe di benzina erogano sia benzina che alcol. La canna da zucchero coltivata entra in fabbriche che producono zucchero da una parte ed alcol dall'altra. L'alcol costa la metà della benzina ed inquina meno. Anzi, le tonnellate di CO2 (anidride carbonica, la causa principale dell'effetto serra) prodotte dalla combustione dell'alcol sono equivalenti a quelle consumate dalla pianta della canna da zucchero per crescere. Cosa ha fatto l'Europa in questi 30 anni? E' stata a guardare? No di certo: l'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno applicato forti dazi all'importazione di alcol! Tutto questo è documentato dal servizio mostrato su Report (la trasmissione televisiva di Milena Gabanelli). Le automobili che circolano in Brasile possono andare sia a benzina che ad alcol (tecnologia Flex). Sono molte le case automobilistiche che producono automobili con tecnologia Flex: Fiat, Renault, Chevrolet, Volkswagen etc. Anzi, la Volkswgen produce il 90% delle auto con tecnologia Flex. Da ciò si evince anche come le case automobilistiche non abbiano alcun interesse ad ostacolare la produzione di vetture alimentate da carburanti alternativi. Anzi, già le producono! Ma se le Sette Sorelle non mettono i bastoni fra le ruote alla ricerca, se le case automobilistiche non lo fanno, chi è che la ostacola la ricerca? L'India e la Cina vogliono utilizzare l'alcol per sostituire i combustibili a base di petrolio. Il Giappone ha approvato una legge che concede sussidi per la costruzione di centrali termoelettriche ad alcol. In Italia? Nel 2004 nel modenese sono state distrutte migliaia di tonnellate di barbabietola da zucchero a causa di un'eccedenza di mercato! Ma anche i motori diesel possono essere alimentati con carburanti biologici, come il biodiesel prodotto con l'olio di colza. Già, perchè forse non tutti sanno che i comuni motori diesel posso essere alimentati con l'olio di colza. Agli inizi del 1900 il signor Rudolf Diesel (l'inventore dell'omonimo motore) aveva ipotizzato l'utilizzo di olio di arachidi come carburante per il suo motore. Certo, i motori diesel attuali sono leggermente intolleranti e alcuni potrebbero non gradire l'olio di semi al posto del gasolio. Ma l'olio si può rendere facilmente più 'digeribile' per i motori. Lo si può fare anche in casa, come documentato in questo sito. Ma allora cosa aspettiamo? Corriamo a comprare l'olio al supermercato? No. Non è possibile, in quanto se lo facessimo evaderemmo il fisco! Già, proprio così. Infatti chi usa l'olio di colza come carburante non paga le accise che sono contenute nella benzina. Al solito, l'olio di colza costa la metà del gasolio, inquina il 98% in meno, è un prodotto dell'agricoltura ma...forse qualcuno non lo vuole! Perché il governo italiano non fa nulla a questo punto? Forse perché non vuole far nulla? Ma cosa sono queste fantomatiche accise? Le accise sono delle tasse che aumentano a dismisura il prezzo di un litro di benzina. In Italia il prezzo di un litro di benzina è stato negli anni infarcito di nuove accise. Nel 1935 per finanziare la guerra in Abissinia, nel 1956 per la crisi di Suez, nel 1963 per il disastro del Vajont, nel 1966 per quello del Belice, nel 1976 per il terremoto del Friuli, nel 1976 per il terremoto in Irpinia, nel 1980 per la missione in Libano nel 1966 per la missione in Bosnia, nel 2003 per rinnovare il contratto degli autoferrotranvieri. Perchè una volta che sono state utilizzate per il loro scopo originario tali accise non sono mai state più tolte? Dobbiamo ancora finanziare la guerra in Abissinia? Non sarebbe il caso di eliminare le accise e di rendere legale il biodiesel prodotto con l'olio di colza?
Nel 2003, sempre a Report, si parlava di centrali termoelettriche. Bene, si stava pensando di convertire le centrali termoelettriche da olio combustibile a carbone (che costa meno certo, ma inquina di più). Una di queste centrali è quella di Civitavecchia. Gli altri paesi riducono i combustibili fossili e noi li aumentiamo. Ma i combustibili fossili sono davvero l'unica soluzione possibile? Esistono fonti energetiche alternative? Secondo un rapporto commissionato dal ministero dell'Ambiente tedesco, l'Europa potrebbe entro il 2050 sopperire alla quasi totalità del suo fabbisogno energetico utilizzando fonti rinnovabili e pulite. Ciò è quanto viene sostenuto dallo studio dei fisici tedeschi Gerhard Knies e Franz Trieb (due membri del Trec, un consorzio di cooperazione tra Europa e gli altri paesi nel Mediterraneo per la ricerca di fonti rinnovabili). Secondo tale studio le centrali solari non utilizzerebbero i consueti pannelli fotovoltaici (ancora poco convenienti dal punto di vista del rendimento) ma intere superfici di specchi che trasformerebbero la luce del sole in calore, il quale riscalderebbe un liquido (l'acqua?) producendo vapore. Tale vapore azionerebbe le turbine che produrrebbero energia elettrica. Secondo i due ricercatori, le ampie zone desertiche del nord Africa disseminate con tali specchi, potrebbero fornire energia per tutta l'Europa! Una curiosità: buona parte della ricerca in questo settore la si deve al premio Nobel Carlo Rubbia, il quale realizzò un prototipo presso il centro Enea della Casaccia. Quando fu il momento di passare dal prototipo alla produzione in Sicilia, a Priolo Gargallo, nessuno diede fiducia a Rubbia, che dovete trasferirsi in Spagna per progettare una centrale nei pressi di Granada. La centrale solare di Priolo Gargallo, un quadrato di 3 km per lato (la lunghezza di una pista di aeroporto) avrebbe prodotto la stessa energia di quella erogata da una centrale nucleare. Rubbia venne dimissionato dall'Enea ed il progetto della centrale di Priolo subì una battuta d'arresto. Secondo le ultime notizie in merito alla centrale di Priolo Gargallo però, sembrerebbe che ci siano concrete possibilità che l'impianto venga effettivamente costruito. Personalmente non conosco le cause dell'allontanamento di Rubbia dall'Enea. La cosa certa è che viene subito da pensare alla volontà politica necessaria per far andare avanti simili progetti. O...per ostacolarli ovviamente. Quindi i fautori del complotto per boicottare il progetto Eolo auto in definitiva, non hanno tutti i torti: forse tale progetto non è fattibile, ma l'ipotesi del complotto per ostacolare in tutti i modi l'utilizzo delle fonti rinnovabili al posto di quelle inquinanti, non mi sento di escluderla in toto. Le centrali solari ideate da Rubbia, disseminate in tutto il territorio italiano, non ci renderebbero forse meno dipendenti dalla Francia? Già perchè la Francia ha le centrali nucleari e noi compriamo da lei l'energia elettrica che ci serve. Cosa ha da dire su tutto ciò il governo italiano? Ah, dimenticavo: i nostri politici ad ogni modo, sono particolarmente attenti alla nostra salute! Troppe particelle pericolose nell'aria? Via con le targhe alterne! E non dimentichiamo che - come loro stessi ribadiscono continuamente - bisogna fare qualcosa per risolvere l'eccessiva dipendenza del nostro paese dal petrolio dei paesi mediorientali. Per fortuna che ci sono loro che si preoccupano del nostro paese!

1 Comments:

Anonymous passaparola said...

Nel disegno un cubo compressore per fare aria compressa per autoveicoli.

Datemi una leva e solleverò il mondo, disse Archimede.

Come sapete bene, se il braccio della leva pesa quanto il cubo di granito, basteranno pochi grammi per alzarlo.

A quel punto bisogna inserire sotto al cubo un serbatoio di aria da comprimere.

Con il lavoro di 4 operai ed un sistema minimamente meccanizzato, si possono ottenere diecimila serbatoi di aria compressa per autoveicoli al giorno quasi gratis.

12:18 PM  

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