mercoledì, gennaio 03, 2007

I politici italiani ed Internet: un rapporto ancora un po' impacciato?


Oggi avrei voluto 'postare' un argomento diverso (che non escludo di scrivere successivamente) ma non ce l'ho fatta: dovevo parlare del nostro ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. La notizia fresca fresca di oggi infatti riguarda il decreto per contrastare la pornografia presente su siti pedofili appena firmato dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. L'arguzia e la profonda conoscenza di Internet mostrata dal nostro ministro mi ricorda un po' quella mostrata tempo fa dall'ex ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani (no, forse esagero, Urbani è unico sotto questo profilo). Chi non si ricorda il suo famigerato decreto contro la pirateria? O ancora la allucinante legge 106/2004 che imponeva - a chiunque gestisse un sito web in territorio italiano - l'invio periodico alle biblioteche centrali di Firenze e di Roma di una copia in formato elettronico del contenuto del proprio sito? Chiunque abbia un minimo di dimestichezza (non occorre essere dei guru informatici) con in mondo della rete sa che tale norma è inapplicabile. A dire il vero questo decreto mi ricorda anche le 'bizzarre' dichiarazioni di un altro ministro: il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni. Mi ricordo ciò che disse a seguito dello scandalo creato dalla diffusione di alcuni video (riprovevoli ovviamente) sulla Rete. Google Italia rimase coinvolta nella vicenda (ingiustamente aggiungo io). Il ministro Fioroni auspicava una regolamentazione di Internet (sic!). Ora, dico io, passi che l'ex ministro Urbani abbia potuto anche ignorare l'esistenza della Rete tre anni fa (in quanto ministro dei Beni e le attività Culturali), passi che l'attuale ministro Fioroni possa non usare Internet (in quanto ministro della Pubblica Istruzione) ma il ministro Gentiloni no, non può avere queste lacune. Non deve. Infatti Gentiloni è ministro delle Comunicazioni: deve per forza conoscere Internet. E infatti sembrerebbe (il condizionale è d'obbligo) che le cose stiano esattamente in questi termini: il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, udite udite, ha persino un blog personale che gestisce lui stesso! E lo dico senza alcuna vena di polemica (anche se sappiamo che molti bloggers famosi non si scrivono i loro blog da soli). Però, e qui si arriva ad un però, il decreto appena firmato dal ministro Gentiloni mi lascia perplesso. Infatti tale decreto non solo a mio avviso non è molto utile per combattere la pedofilia in rete, ma lascia trasparire una non profonda conoscenza della Rete da parte del ministro. Il provvedimento impone agli Internet Provider (già, sempre loro vengono colpiti) l'obbligo di oscurare i siti contenenti materiale pornografico di carattere pedofilo entro 6 ore dall'avvenuta conoscenza della loro esistenza. Ora, a parte il fatto che non ritengo giusto addossare ai provider (che sono fornitori di accesso alla Rete e non di contenuti) la colpa dell'esistenza di tali siti, ma nutro seri dubbi sull'efficacia di tale norma. Infatti i pedofili forse non hanno un blog sul sito di Repubblica o una paginetta personale su Tripod! I pedofili forse si tengono in contatto via e-mail. I siti web che distribuiscono materiale pornografico di carattere pedofilo forse sono registrati su server stranieri. Magari hanno domini anonimi (esistono dei 'registrar' che ti registrano il dominio per tuo conto e tu non figuri da nessuna parte) così come fanno gli spammer. Se bastasse un decreto per risolvere questi problemi, lo spam sarebbe morto e sepolto da un pezzo. Non sarebbe più utile sensibilizzare la Comunità Europea su questi argomenti? Non sarebbe più corretto colpire i cosiddetti 'stakeholder' cioè i fornitori di contenuti anziché i fornitori di accesso? Ricordo che ISP sta per Internet Service Provider, cioè fornitore di accesso ad Internet e non fornitore di contenuto.
Comunque voglio finire questo post con due buone notizie. La prima: anche grazie allo sciopero della fame messo in atto da Marco Pannella, il nostro paese ha annunciato alla presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l'intenzione di avviare delle consultazioni riguardanti una moratoria universale delle esecuzioni capitali. Ricordo che l'Italia dal primo gennaio 2007 è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La seconda buona notizia: anche grazie all'intervento del ministro Paolo Gentiloni (e qui gliene devo rendere merito) il Wimax sarà realtà anche in Italia. Dopo il vergognoso ritardo accumulato in Italia (battuti anche da Pakistan Thailandia e Malesia) infatti il Ministero della Difesa ha raggiunto un accordo con il Ministero delle Comunicazioni (grazie Gentiloni!) per la liberazione della banda di frequenze intorno ai 3,5 Ghz (le frequenze usate dal Wimax). Si prevede che a partire da giugno prossimo saranno disponibili le prime licenze per il Wimax: più buona notizia di così!

2 Comments:

Blogger Maurizio said...

Paolo Nuti, vicepresidente dell'AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) esprime le sue perplessità in questa intervista evidenziando i potenziali problemi che l'attuazione di questo decreto potrebbe causare...

12:56 PM  
Blogger Maurizio said...

A proposito di Fioroni e dei video presenti su Google...beh, ci sono anche video come questo che meritano davvero di essere visti!

2:43 PM  

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