martedì, gennaio 16, 2007

Luoghi comuni


I luoghi comuni sono pericolosi perché ci impediscono di ragionare con la nostra testa. Si tratta di ragionamenti preconfezionati creati e diffusi da alcune aziende al fine di trarne profitto. Ad esempio mi vengono in mente le aziende produttrici di acque minerali. Un messaggio che viene molto propagandato oggi è infatti la necessità di bere molta acqua. Se ne consigliano in media 2,5 litri al giorno. Per millenni il meccanismo fisiologico della sete è stato sufficiente ad introdurre la giusta quantità di acqua necessaria a mantenere il corretto equilibrio idrico. L'era moderna ci 'insegna' che tale meccanismo non basta più. Ho sempre dubitato di questi messaggi 'salutisti'. Oggi, leggo su Repubblica di una ragazza californiana morta dopo un concorso radiofonico che premiava chi riusciva a bere più acqua. Come è possibile morire a seguito di una grande bevuta? Subito è scattata la ricerca in Rete. Ecco quanto ho scoperto: il corpo umano contiene dal 45% al 78% di acqua (la variabilità dipende dalla costituzione fisica). Un corretto ricambio idrico è necessario per la sopravvivenza delle cellule ed evitare la disidratazione. Fin qui niente di nuovo. Poi leggo che esiste la cosiddetta 'intossicazione da acqua'. L'introduzione di troppa acqua infatti, può determinare uno scompenso dell'equilibrio idro-salino (iponatriemia). Lo squilibrio può provocare la morte per encefalopatia iponatremica. Ciò sembra essere particolarmente vero per chi soffre di scompensi a livello dell'ormone ADH (Anti Diuretic Hormone).
Di questo ne parla anche il British Medical Journal. Una curiosità: la 'fame' d'acqua, cioè la necessità (psicologica o derivata da altre malattie come il diabete) di assumere grandi quantità di acqua, si chiama 'potomania' (occhio alle vocali eh?). La morale? Ragiona con la tua testa e non ti fidare dei luoghi comuni: ascolta la tua sete! (Ogni riferimento pubblicitario è puramente casuale).

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